Mito di Aci e Galatea

Il mito che rappresenta la storia e la città di Acireale..

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Mito di Aci e Galatea

Raccontata da Ovidio nelle “Metamorfosi”, la leggenda narra di un amore tra un pastorello di nome Aci e Galatea, una bellissima ninfa del mare. Della donna anche un gigante con un occhio solo di nome Polifemo era invaghita e l’amore tra i due giovani provocò la gelosia del ciclope, il quale scaraventò un grosso masso ad Aci, uccidendolo. 

La giovane e bella Galatea, appresa la tragica notizia, raggiunse Aci morto e lo accudì tra le braccia, scoppiando a piangere.. Il pianto della donna fece impietosire gli Dei, i quali, per alleviare il suo dolore, trasformarono Aci e il suo sangue in un fiume, che ancora oggi scorre sotto Acireale e che sfocia nei pressi di Capo Mulini. 

Da questa leggenda trae il nome anche la nostra amata città, Akis in greco, in onore di questo pastorello, morto per l’arrogante gelosia del ciclope Polifemo.

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